Auricoloterapia, conosciamo da vicino un vero alleato del Benessere

“L’Auricoloterapia, è la tecnica che utilizza il padiglione auricolare esterno come microsistema a scopo diagnostico e terapeutico, per questo viene indicata anche come Agopuntura Auricolare o Reflessologia Auricolare”

Così inizia il primo capitolo della mia tesi sperimentale del Master in Medicine Naturali terminato lo scorso anno. Sono Ilaria Ottaviani, Informatrice Scientica sul Farmaco convertita alle Medicine Complementari Alternative. Studio la Naturopatia e le tecniche naturali volte al miglioramento della sfera psicosomatica. Utilizzo con successo l’Auricoloterapia a supporto di una dieta dimagrante, nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare.




Con l’Auricoloterapia si possono stimolare gli organi e tutti gli apparati dell’intero corpo umano attraverso la pressione di zone ben definite del padiglione auricolare esterno. Nella pratica si parte subito da un’ispezione visiva e tattile del padiglione; successivamente si passa alla ricerca dei punti “attivi” (cioè doloranti al tatto). Questi vengono cercati con uno strumento definito palpeur e sono zone riflesse che corrispondono a determinati organi. E’ interessante notare come fin dal primo incontro ci sono zone e punti sul padiglione che risultano fortemente doloranti e che “casualmente” corrispondono ad organi o zone del corpo del soggetto che, in quel momento, non sono in piena armonia. Per esempio alla palpazione risulta dolorante un punto preciso sul lobo che corrisponde ai denti; nel chiedere al soggetto se ha problemi di denti, lui risponde che il giorno prima ha fatto un trattamento dall’odontoiatra. Oppure alla palpazione risulta dolorante la zona del padiglione corrispondente alla spalla e il soggetto conferma di soffrire di artite alla spalla. Una volta individuate le zone “doloranti” si procede alla stimolazione diretta attraverso il palpeur; alla fine del trattamento si posizionano dei piccoli cerotti elastici sterili che mantengono in loco il seme di Vaccaria. Il seme di questa pianta ha la particolarità di essere naturalmente perfettamente sferico, permette per questo motivo una pressione precisa e localizzata. Il seme rimane il tempo che passa tra una seduta e l’altra, andando a stimolare la zona nell’arco di questo tempo (che varia da 3 a 10 giorni) per avere il massimo del beneficio con il minimo sforzo 🙂

Semplice vero?

Ma da dove nasce?

Gli effetti terapeutici dell’Auricoloterapia sono noti sin dall’antichità. Le prime testimonianze di un accenno di Auricoloterapia si hanno in due testi cinesi antichi di 3.000 anni. Si trovano testimonianze nell’Antico Egitto, dove il carattere sacerdotale della medicina ha permesso solo a pochi di poter accedere a queste conoscenze. Poi troviamo testimoniante degli Sciti, Traci ed anche Ippocrate, successivamente alla sua iniziazione in Egitto, raccomandava incisioni retro auricolari per la cura di varie patologie. Negli anni ’50 il medico francese Paul Nogier notò che un gruppo di anziani pazienti provenienti dalla Corsica aveva delle cauterizzazioni a livello del padiglione auricolare: dalla storia clinica di questi pazienti emerse che queste cauterizzazioni, in Corsica, venivano fatte dai maniscalchi, per curare i dolori sciatalgici. Nogier notò la somiglianza tra la forma del padiglione auricolare esterno e un feto rovesciato al terzo mese gestazionale, sperimentò i punti e le zone di proiezione creando la mappa dei punti riflessi collegati agli organi. In generale, al giorno d’oggi, possiamo dire che gli occidentali hanno studiato a fondo l’anatomia e collegato questa corrispondenza al punto auricolare; i Cinesi hanno impostato il loro studio maggiormente in rapporto ai plessi neurovegetativi e alle strutture endocrine. Negli anni la costante ricerca ha portato a sviluppare una propria scienza dell’orecchio con nuovi punti e nuovissimi protocolli.

Praticamente, quali sono i vantaggi dell’Auricoloterapia?

Per me scoprire questa tecnica è stata una rivelazione: stimolare e migliorare le capacità degli organi di tutto il corpo senza agire direttamente su di loro. Personalmente ho sempre subito il fascino della cugina più famosa dell’Auricoloterapia: la Riflessologia Plantare! Chi non ne ha mai sentito parlare?! Ho deciso così di applicare la teoria riflessologica al padiglione auricolare esterno. L’Auricoloterapia appare così una pratica non invasiva; comoda d’applicare (visto che non c’è bisogno di far spogliare il soggetto); permette una risposta terapeutica rapida; non è invadente. La tecnica è utile per gli stati infiammatori, per dolori articolo-muscolari acuti e cronici, per l’insonnia, per smettere di fumare… Insomma il campo d’applicazione è veramente vasto.

Ma perchè ne parliamo qui?

Nel mondo del Benessere, psiche e corpo si fondono in un unico organismo e le attenzioni sono focalizzate a 360 gradi. L’approccio olistico è indispensabile per rispettare la persona che chiede sostegno professionale. L’Auricoloterapia può essere uno strumento coadiuvante nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso di educazione alimentare e ci si affida ad un professionista qualificato, ovvero un nutrizionista. Si può trarne giovamento per:

  • la gestione delle crisi di fame
  • evitare di mangiare in orari sbagliati
  • migliorare la detossificazione
  • diminuire la ritenzione idrica

e questi sono solo degli esempi di come la persona può trarre grandi benefici dal trattmento auricolare a sostegno di una adeguata alimentazione.. Ma ne parleremo approfonditamente molto presto.

Oggi ci presentiamo così.

Dal litorale romano è tutto, a Voi la linea.

Articolo scritto da:

Ilaria Ottaviani – Informatrice Scientifica sul Farmaco

Esperta di Medicine Naturali

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